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Vinitaly 2017

AGRUMI DI CANNERO RIVIERA, PIEMONTE

E’ IN ARRIVO IL CEDRO VIRTUOSO

 

Sta arrivando il caldo che porterà con sé i succosissimi frutti di cedro. La fioritura principale del cedro è estiva, anche se nelle condizioni ideali il Citrus Medica, che appartiene alla famiglia delle Rutacee, può fruttificare anche a novembre e dicembre.

Il Cedro, proviene dal lontano Oriente, arrivò in Europa molti secoli prima della nascita di Cristo, si pensa da una regione Himalayana, anche se la Persia resta la sua origine più conosciuta.

Oggi viene coltivato al Sud Italia specialmente in Calabria, Sicilia, e Campania e vanta proprietà strabilianti.

Denominato frutto della salute, era utilizzato come rimedio contro gli avvelenamenti, proprio perché è un disintossicante e riesce a depurare in maniera efficace l’organismo.

Il frutto del cedro è ricco di sostanze anti ossidanti, di vitamine e sali minerali. Svolge un’azione corroborante per il nostro sistema immunitario, anche in virtù delle sue qualità germicide e disinfettanti.

Consumato con regolarità inoltre, riesce a regolare la funzionalità intestinale e protegge il colon, eliminando gas e fermentazioni che provocano coliti e gonfiori addominali. E’ un antitumorale, previene l’obesità e alcune patologie cardiovascolari, tenendo a bada la pressione.

Il frutto è simile ad un limone, ma molto più grande, può raggiungere alcuni chilogrammi. La buccia è gialla e bitorzoluta, cosparsa di numerose ghiandole oleifere.

Spremendone la buccia si ottiene un olio essenziale molto ricco di limonene, utile anche per prevenire e combattere la cellulite, basta massaggiare la parte con poche gocce di olio essenziale miscelato con olio di mandorle, ma è ottimo anche per stimolare la crescita dei capelli frizionando, due volte al giorno, il cuoio capelluto con una goccia di olio essenziale aggiunta ad un cucchiaio di alcol a 95°.

Il cedro è anche e soprattutto molto gustoso e può essere l’ingrediente perfetto per molte delle nostre ricette a partire da gustose insalate, sia dolci che salate (ottimo con finocchi, olive verdi, o con il pesce) per arrivare al cedro candito, oppure approdare a gustosissime marmellate, con le quali si possono preparare anche delle bevande dissetanti.

La marmellata di cedro può essere un prezioso ingrediente anche per accompagnare pietanze di carne, ottimo con l’anatra, con il pollo e con il maiale.

Il cedro è perfetto per disintossicarci prima dell’estate, è gustoso, fresco dissetante, dal sapore delicato e inusuale.

 

 

 

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OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA

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Il filosofo Feuerbach asseriva “Noi siamo quello che mangiamo”. La salute, infatti, parte dalla nostra alimentazione, ciò che ingeriamo diventerà parte di noi, servirà a costituire i nostri muscoli, la nostra pelle, ci farà essere forti oppure, ci farà ammalare.

L’olio extravergine di oliva che non subisce raffinazioni possiede delle proprietà nutrizionali e terapeutiche eccezionali.

L’olio è un alimento fondamentale per la salute del nostro organismo, tiene a bada i livelli di colesterolo ed è indicato per contrastare l’invecchiamento cellulare.

Caposaldo della dieta mediterranea è fondamentale per proteggere le nostre arterie. Essendo ricco di acidi grassi insaturi aumenta il livello di colesterolo buono, HDL, importantissimo per la nostra salute. Per queste sue proprietà contrasta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche come il diabete.

 

Uno studio dei ricercatori della Società italiana di diabetologia (Sid) pubblicato su ‘Diabetes Care’, la rivista dei diabetologi americani, afferma che l”oro verde’ italiano, in particolare l’extra vergine d’oliva, riduce le impennate della glicemia dopo i pasti e può dunque contribuire a proteggere dalle complicanze cardiovascolari e microvascolari del diabete.

 

Aggiungere olio EVO sulle pietanze riduce l’indice glicemico, cioè diminuisce il picco che si ha solitamente dopo i pasti, specie se ricchi di zuccheri semplici e che è causa di uno squilibrio energetico. L’aumento della glicemia stimola il pancreas a secernere insulina, che favorisce la conservazione del glucosio sotto forma di grassi all’interno del tessuto adiposo e contemporaneamente inibisce la lipolisi, cioè la mobilizzazione dei grassi dai depositi adiposi, il risultato è in parole povere quello di aumentare lo strato adiposo, cioè ci fa ingrassare.

 

L’olio extravergine di oliva è anche un potente antiossidante. La presenza delle vitamine A ed E (tocoferolo) è in grado di contrastare la formazione dei radicali liberi e quindi di combatte l’invecchiamento.

Questo vero e proprio elisir di giovinezza, combattendo la formazione dei radicali liberi diventa anche una potente arma anti tumorale. I radicali liberi sono in grado di danneggiare il DNA e alla lunga possono innescare la genesi di tumori.

 

L’olio extra vergine di oliva è inoltre capace di ridurre le secrezioni degli acidi gastrici, proteggendo le pareti dello stomaco, prevenendo la formazione di ulcere e riducendo l’incidenza della gastrite.

L’olio depura l’intestino facilitando il transito intestinale e contrasta la sintomatologia del colon irritabile. Un cucchiaio a digiuno può essere utile per combattere in maniera naturale anche la stitichezza più ostinata.

L’olio extravergine di oliva oltre ad essere gustoso e arricchire e valorizzare ogni nostra pietanza è quindi un preziosissimo aiuto per la nostra salute, sapendo scegliere quello giusto, vi prenderete cura di voi con gusto e soddisfazione.

 

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Il ragù della nonna…non la mia

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Premetto, io sono toscana, mia madre e mia nonna no. In Toscana è molto forte la tradizione agricola e quella della caccia.

Quando andavo alle elementari, avevamo il tempo pieno e restavamo a scuola a mangiare. Ci veniva chiesto di portare in un panierino qualcosa per il pranzo. Mentre io ogni volta, estraevo una triste mozzarella, o una anemica frittata, i miei compagni stendevano una gioiosa tovaglietta a scacchi bianchi e rossi e scodellavano pietanze dagli aromi inebrianti: polenta con ragù di cinghiale, pollo alla cacciatora, e così via.

 

Ho provato a convertire mia madre e mia nonna, che all’epoca si occupavano delle mie vivande, ma senza nessun risultato. Mia nonna, non era una “nonna da cottura lenta e amorevole”, era una grande donna, ma in cucina era un po’ come una vespa in un barattolo, non vedeva l’ora di uscire. Quante patate bruciacchiate attaccate alla pentola, che veniva regolarmente messa fuori della finestra, ci hanno costrette al piano “b”.

Io, invece, avrei potuto perdermi per ore ad intercettare ogni singolo ingrediente annusando i vapori di un delizioso ragù che borbottava allegramente nella pentola delle nonne altrui.

 

La cucina è pazienza tenerezza, arte, dedizione, fantasia, tradizione, amore per la propria terra, e per tutto ciò che la rende unica. Per cucinare ci vuol tempo, una materia prima degna e le capacità.

Per fortuna c’è chi può farlo per noi. Quando io ho voglia di qualcosa di buono, confortevole, che mi riporti indietro nel tempo, senza rinunciare alla qualità e non ho tempo di cucinarmelo con il dovuto rispetto, apro la dispensa e scelgo uno dei ragù Number One. Sono sicura di chi li ha fatti e di come li ha cucinati. Dopo averlo versato nella pentola, lo ascolto borbottare sopra il fuoco e come quando ero piccola, resto incantata dai suoi profumi e penso a quanto sarebbe stata contenta mia nonna se lo avesse conosciuto.

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LA STAGIONALITA E’ BUONA COSA

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Avete mai provato una fragola che sa di cetriolo e carta assorbente?

Quanto siamo disposti a sacrificare per mangiare fragole, meloni, pomodori esteticamente perfetti tutto l’anno?

E’ importante sentire il profumo di una fragola e provare un irrefrenabile impulso a morderla e ad assaporarne la succosità, il gusto floreale, pungente, dolce, intenso e piacevolmente aspro, che la rende unica?

Oppure, preferite rinunciare a tutto questo, per avere a tavola, ogni volta che lo desiderate, delle bellissime fragole, che sanno di cetriolo e carta assorbente?

Non nego che sono adattissime per delle decorazioni, come lo sarebbero dei fiocchi di raso rosso. Ma, come questi ultimi risultano purtroppo, altrettanto insipide e indigeste.

Con l’andare del tempo non sapremo più che sapore ha la frutta “vera”. I profumi e i sapori inebrianti saranno un lontano ricordo ad appannaggio di pochi, che li racconteranno, senza essere creduti.

 

La stagionalità per la frutta e la verdura sono fondamentali, non soltanto per quanto riguarda aroma e gusto (già un motivo sufficiente), ma anche perché le piante che seguono il loro normale ciclo di vita, presentano una quantità maggiore di nutrienti e principi attivi, indispensabili per il nostro benessere.

Nutrirsi significa dare al nostro corpo tutte le sostanze di cui ha bisogno per stare bene.  Quando i cibi assunti sono ricchi di elementi fondamentali, come: fibre, vitamine e sali minerali, questi possono rigenerare il corpo e mantenerlo in salute.

Mangiare frutta e verdura di stagione fa bene.

Le piante che vengono “costrette” a crescere in periodi diversi dal loro, risultano indebolite e sono più facilmente preda di insetti indesiderati, di conseguenza necessitano di un maggior quantitativo di fertilizzanti, pesticidi e altre sostanze chimiche dannose per il nostro organismo.

Gli ortaggi di stagione non hanno bisogno di serre, sfruttando l’energia del sole, non se ne consuma altra, per farli crescere e maturare.

 

Un altro sistema, per approvvigionarci di frutta non stagionale, è farla viaggiare migliaia e migliaia di chilometri, attraverso continenti ed oceani, con notevoli consumi di petrolio e emissioni di anidride carbonica, per non parlare delle sostanze che servono a preservare la frutta durante il trasporto. I caschi di banane, ad esempio, vengono raccolti ancora acerbi, trasferiti in celle frigorifere e trasportati via nave fino a destinazione. Per conservarli, vengono letteralmente irrorati di prodotti chimici.

 

Non dobbiamo trascurare anche il fatto che all’estero, soprattutto al di fuori dell’Unione Europea, la regolamentazione dell’agricoltura può essere molto più indulgente rispetto alla nostra. Talvolta vengono usati diserbanti o insetticidi particolarmente nocivi.

In definitiva il consiglio è quello di mangiare fragole a primavera, arance, mele e pere durante l’inverno e castagne e cachi d’autunno… starete meglio e il vostro palato ne sarà appagato.

 

 

 

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QUALE MARMELLATA SCEGLIERE?

colazione nutriente

colazione nutriente

Le marmellate non sono tutte uguali e soprattutto, non sono tutte marmellate.

A volte vediamo interi scaffali pieni di barattoli dal contenuto variopinto, dalle consistenze più disparate e dal costo estremamente variabile.

Mentre siamo combattuti tra la voglia di risparmiare e la necessità di mangiare qualcosa che almeno vagamente ricordi della frutta, cerchiamo di leggere le etichette e di comprendere.

 

Potrà interessare il fatto che la marmellata ha origini molto antiche, la si poteva trovare fin dal V secolo avanti Cristo nel ricettario romano di Apicio e che marmellata deriva dal sostantivo “marmelo”, che in portoghese sarebbe il nome della pianta di mele cotogne.

 

Cominciando a fare chiarezza, sappiate che si chiama marmellata, soltanto quella salsa di frutta che si ottiene utilizzando degli agrumi, tutto il resto si chiama confettura o composta.

Ma non è finita qui. Nella confettura, la percentuale di zucchero è più alta e la percentuale di frutta difficilmente supera il 40%. Nelle composte, invece, la frutta è circa l’80%. Per essere chiamate tali le composte devono contenere almeno 650 grammi di frutta su un chilo di prodotto.

Ci sono dei fattori molto importanti da tenere in considerazione per scegliere la marmellata, pardon, la confettura giusta.

Primo tra tutti il contenuto del barattolo deve essere salubre, se possibile portare beneficio al nostro organismo e mangiarlo dovrebbe essere un piacere.

Sarebbe ideale che la frutta fosse di stagione, perché la frutta di stagione ha un quantitativo maggiore di nutrienti e soprattutto necessita di meno aiuti chimici per sopravvivere. Inoltre se reperita in piccole aziende di zona assicura di avere maggiore freschezza (oltre ad incentivare la microeconomia locale).

 

La frutta dovrebbe essere il prodotto di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, essere sbucciata manualmente (cosa che non è così scontata come si potrebbe credere) e non contenere residui chimici.

Le confetture devono essere fatte seguendo la tradizione, solo frutta fresca e zucchero, senza conservanti, coloranti e aromi vari.

 

A volte sulle etichette, tra gli ingredienti, può comparire la pectina, spesso definita “additivo alimentare”. La pectina è una fibra solubile, serve come addensante e pur essendo addizionata, è un elemento totalmente naturale e presente in numerose piante, quali: mele, mirtilli, limoni, prugne e pompelmi. Quindi questo ingrediente, se di provenienza naturale, non è da demonizzare.

 

Concludendo, la marmellata, la confettura e la composta sono un valido e piacevole modo di assumere frutta. Sono ottime gustate a colazione, spalmate sul pane, ma anche per impreziosire crostate, cheesecakes, crepes, oppure in abbinamento a formaggi stagionati e perché no, persino per creare dei cocktails fantasiosi.