colazione nutriente

QUALE MARMELLATA SCEGLIERE?

colazione nutriente

colazione nutriente

Le marmellate non sono tutte uguali e soprattutto, non sono tutte marmellate.

A volte vediamo interi scaffali pieni di barattoli dal contenuto variopinto, dalle consistenze più disparate e dal costo estremamente variabile.

Mentre siamo combattuti tra la voglia di risparmiare e la necessità di mangiare qualcosa che almeno vagamente ricordi della frutta, cerchiamo di leggere le etichette e di comprendere.

 

Potrà interessare il fatto che la marmellata ha origini molto antiche, la si poteva trovare fin dal V secolo avanti Cristo nel ricettario romano di Apicio e che marmellata deriva dal sostantivo “marmelo”, che in portoghese sarebbe il nome della pianta di mele cotogne.

 

Cominciando a fare chiarezza, sappiate che si chiama marmellata, soltanto quella salsa di frutta che si ottiene utilizzando degli agrumi, tutto il resto si chiama confettura o composta.

Ma non è finita qui. Nella confettura, la percentuale di zucchero è più alta e la percentuale di frutta difficilmente supera il 40%. Nelle composte, invece, la frutta è circa l’80%. Per essere chiamate tali le composte devono contenere almeno 650 grammi di frutta su un chilo di prodotto.

Ci sono dei fattori molto importanti da tenere in considerazione per scegliere la marmellata, pardon, la confettura giusta.

Primo tra tutti il contenuto del barattolo deve essere salubre, se possibile portare beneficio al nostro organismo e mangiarlo dovrebbe essere un piacere.

Sarebbe ideale che la frutta fosse di stagione, perché la frutta di stagione ha un quantitativo maggiore di nutrienti e soprattutto necessita di meno aiuti chimici per sopravvivere. Inoltre se reperita in piccole aziende di zona assicura di avere maggiore freschezza (oltre ad incentivare la microeconomia locale).

 

La frutta dovrebbe essere il prodotto di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, essere sbucciata manualmente (cosa che non è così scontata come si potrebbe credere) e non contenere residui chimici.

Le confetture devono essere fatte seguendo la tradizione, solo frutta fresca e zucchero, senza conservanti, coloranti e aromi vari.

 

A volte sulle etichette, tra gli ingredienti, può comparire la pectina, spesso definita “additivo alimentare”. La pectina è una fibra solubile, serve come addensante e pur essendo addizionata, è un elemento totalmente naturale e presente in numerose piante, quali: mele, mirtilli, limoni, prugne e pompelmi. Quindi questo ingrediente, se di provenienza naturale, non è da demonizzare.

 

Concludendo, la marmellata, la confettura e la composta sono un valido e piacevole modo di assumere frutta. Sono ottime gustate a colazione, spalmate sul pane, ma anche per impreziosire crostate, cheesecakes, crepes, oppure in abbinamento a formaggi stagionati e perché no, persino per creare dei cocktails fantasiosi.

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *